Beatitudo. Da Shakespeare a Borges: percorsi di drammaturgia per la Compagnia della Fortezza

BEATITUDO. DA SHAKESPEARE A BORGES: PERCORSI DI DRAMMATURGIA PER LA COMPAGNIA DELLA FORTEZZA
Conferenza dottorale di Armando Punzo

nell’ambito della programmazione dell’attività didattica e di formazione del
Dottorato in Arti visive, performative, mediali

INGRESSO LIBERO

 


LA SOFFITTA PER LA FORTEZZA
a cura di Cristina Valenti
 nell’ambito del progetto
 #TRENTANNIDIFORTEZZA/BOLOGNA, 
a cura di Cinzia de Felice - CarteBlanche/Compagnia della Fortezza

 

 

«Per affrontare la questione delle scelte drammaturgiche della Compagnia della Fortezza devo necessariamente fare un passo indietro [...] a quando questa esperienza è cominciata. [...]Guardando la Fortezza dalla finestra, ho pensato che lì dentro c’erano persone che non possedevano una formazione teatrale, che non avevano avuto la possibilità di accedere alla cultura [...] che non avevano mai letto i grandi teorici novecenteschi e non erano mai andate a teatro. Allora ho deciso di entrare lì dentro, proprio per far ripartire il teatro e rintracciarne una nuova necessità.
[...] Cerchiamo allora di mettere insieme questi due opposti: da una parte stanno loro, dall’altra ci sono delle parole. Gilles Deleuze parla di letteratura come di una forza che crea buchi nella realtà. Condivido in pieno quest’affermazione. Ho cominciato a usare i libri come armi che sparano, che creano buchi dentro di loro. Libri che costruiscono un altro linguaggio. Deleuze fa riferimento alla capacità di Artaud di creare un linguaggio che si stacca da quello ordinario, una letteratura capace di riscrivere, e che così facendo crea buchi nel linguaggio comune. Il che è il contrario dell’intrattenimento. Io utilizzo i libri, le parole, per demolire, per distruggere, non per aggiungere».
Da: Armando Punzo, "La drammaturgia come reagente" (2010)